29 marzo 2013

Piccolo Male



PICCOLO MALE (è un bene o un male?)

 A volte capita.
Dove fugge la mente mia
quando, da quella luce
gli occhi vengono rapiti.
A volte capita

Folgorati e incantati fan si che io mi assenti
vorrei restare ma
una forza superiore si impadronisce di me
non son io che decido.
A volte capita

La sua potenza non temo ma
  folle di ignoranti sono in agguato
così, ignorante, di negarmela cerco.
A volte capita

Non scherziamo, non nego lei ma
la mia ascesa troppo veloce  
e indubbiamente estenuante
A volte capita

Nel ritorno la pesantezza mi assale
una coscienza quasi sbalordita
per mano mi prende
trasportandomi in un etereo sonno
A volte capita

Ma ricorderò un giorno
in che mondo il mio corpo
trasmigra in quegli istanti eterni?
Cosa faccio? Cosa dico? Chi incontro?
Chi è che comanda quella luce?
Chi è che comanda i miei occhi?

Vivo in più mondi!
Lo so, lo sento.
Ma, uffa, rendetemi partecipe
non usatemi a vostro piacimento
io vi amo!

Che ridere…
Sono un’illusa
con una fantasia extrasensoriale
eppure
a volte capita.

26 marzo 2013

???

Devo ancora comprendere perché non si riesce a scrivere sul blog liberamente ...Mha! Mistero della tecnologia.

25 marzo 2013

Nomi

Quanti nomi ho avuto e quanti nomi ho.

Emanuela e' il mio nome di battesimo , scelto con cura per il suo significato cristiano "Dio con noi." Significato ricordatomi tutte le volte che vivevo momenti cupi, di smarrimento e sofferenza. " Ti chiami Emanuela , lui e' con te, Emmanuel era il suo nome . Non lo dimenticare."

Lela. Distorsione , abbreviazione utilizzata dai maschi della mia famiglia. Rifletto ora su questo. Perché solo i maschi mi chiamano così ?!? Affettuosamente , certo. Sento con chiarezza il tono dolce di mio cognato pronunciare questo nome . Sento mio padre e mio fratello ed i toni differenziano i loro significati intrinsechi.
Lela e' uno di quei nomi dal quale mi sono voluta staccare.
Emi. Era ed e' il nome utilizzato dalle femmine di famiglia. Mia madre ha sempre voluto ed amato sottolineare la mia iniziale . È come se in quello ed in quel modo di decidere senta la sua firma di appartenenza. Ha un suono più deciso ed al contempo e' creativo, etereo. Mi piace , ma da adolescente bisogna rinnegare tutto, soprattutto ciò che deriva dai familiari. Così fu e mi staccai anche da questo.

Manu. Il nome per gli amici. Il nome comune, identificativo ma generico, troppo genetico per me. L'ho accettato, modificandolo mi sono identificata. Mani da San Felice .E-Manu ... In quegli anni ho riscoperto l'importanza della mia iniziale ed il mio attaccamento ad essa. Ormai chi mi ama, intimamente mi chiama così perché sa in quell'imprinting comune si cela una persone complessa ed unica con una "E" bella accentuata.

Tara. Diminutivo di Tarantolata , nickname che mi sono scelta nel '99 , anno in cui sono entrata per la prima volta in chat. In quella comunità virtuale, dove ho conosciuto bellissime persone, amici , io era Tara. Dopo tre anni di crisi d'identità e sofferenze profonde decisi di allontanarsi da Lei. Come diceva Rossella O'hara - Domani e' un'altro giorno.- Ed io colsi l'attimo.

Ema. Diminutivo. Il primo derivante da una radice profonda e che amo. Il primo che mi sono scelta e che mi piace . Anche questo in realtà mi è stato suggerito dalla rete, però non deriva da un'immagine ma da me. Non essendoci abituata mi Crea un po' di distacco, pero' Lo sento personale e professionale, mio. In effetti non molti mi chiamano così ma è anche vero che non molti conoscono Ema , ma mi piacerebbe questo accadesse, prima o poi.

Mamma. Il nome dell'Amore, quello vero. Il nome del cambiamento. Un nome abusato e che in molti casi mi soffoca e mi rimbomba incessante nelle orecchie. Mi riempie la vita e non potrei farne a meno. Un nome che ho sempre sognato e voluto. Arrivato inaspettato , ma tanto tanto desiderato. Contro tutti e tutto, come sempre. Cronistoria finale -iniziale di ciò che sono. Mamma un nome , una vita.

Insomma, come sempre, sono più persone contemporaneamente INSIEME.



Il Mosaico di Maggio 2012

Tessere come mattoni
frammenti di vita crollata
lì, a terra, da ricostruire.

Sguardi vaganti alla ricerca
di un legante, l'unico
che unisce il passato al presente
con il palmo al futuro.

Cocci di vita dai vari colori
emozioni ed umori che si fondono
formando nuovi gardini.

Panchine su cui fermarsi,
guardarsi intorno, dentro
e ritrovare noi stessi
sgorgare da una fontana.

Ema.




19 marzo 2013

19.03.2013

Ci si sveglia di mattina, all'alba e non ci si riaddormenta più. Partono i pensieri e le programmazzioni giornalire. Iniziamo a riflettere su quanto fatto e sul come è stato fatto. Il classico esame di coscienza. Un confronto autocritico con se stessi per vedere se veramente è andata bene o no.
Certo poteva andare meglio. Persone estremamente auocritiche ed esigenti come me, di solito, non sono mai soddisfatte del tutto. E' anche per questo che non sempre ci sono giorni in cui puoi dire: " Ah , che soddisfazione. " Soprattutto ora che non lavori.
Prima quando lavoravo di soddisfazioni personali ne avevo molte. Facevo bene il mio lavoro, vedevo i frutti e mi veniva riconosciuto ciò. Anche perchè certe aspetti, soprattutto se economici e fondamentali in un'azienda, non possono essere negati.
Fatto sta che ora, già da un pò, il lavoro, quel lavoro manca. Non mi sono fermata. Chi si ferma è perduto ed io NON POSSO FERMARMI.
In un modo o in'altro mi sono sempre mossa, facendo saltellare il cervello nella speranza di ritrovare un ordine che producesse effettivamente qualcosa di utile e di perfettamente confacente con ME STESSA.
Dopo vari progetti, varie visioni , reali, forse utopiche in passato, ora ho trovato la via giusta. Un vero inizio che mi permetta di creare un futuro.
Le perplessita e le paure rimangono tante.
In giorni come questi, dove il fururo è ancora più incerto di prima. In giorni in cui la parola "stabilità" non esiste e non ha senso, bisogna continuare a cercarla. Bisogna almeno cercare di rendere produttiva questa FLESSIBILITA' che ci contraddistingue e volente o nolente accompagna i nostri giorni. Dobbiamo modellare come creta il nostro presente con uno sguardo concreto al futuro. Almeno dobbiamo provarci. I nostri figli ci guardano ed hanno bisogno di vedere FARE, hanno bisogno di vedere e SAPERE che i genitori fanno qualcosa; costruiscono qualcosa. Non possono e non devono respirare un senso d'instabilità dilagante. Noi genitori siamo un modello ed in un modo o in un'altro dobbiamo trasmettergli soddisfazioni, aspirazioni e concretezza. La fiducia nel futuro , nelle proprie possibilità e la consapevolezza dell'amore. Santo cielo che paroloni per un bimbo .... infatti il problema sono le parole. Quanto importanti ed intrise di significato non vengono ascoltate. Possono solo essere assorbite e quale modo migliore del viverle e respirarle dai genitori?
Non è poco, me ne rendo conto.Sia per questo che fare il genitore è la cosa più difficile ed ardua che ci sia?

18 marzo 2013

Pazzesco

E' così. Ogni qualvolta mi dirigo su, in mansarda, stendo i panni e mi guardo intorno. Decido di sistemare, un attimo. Devo fare spazio altrimenti non ci sta più nulla.
Eccoci qua. Il passato riemerge incessante ed io non posso più ignorare ciò che ero. Ciò che ho fatto con il cuore e l'anima. Ciò che dentro di me si cela, in un angolino sconosciuto, reale ed a pochi concesso
Non non posso più ignorarlo. Questo terremoto, volente o nolente h,a fatto crollare e riemergere tutto.
Progetti bellisimi lasciati lì. Perchè? Mancanza di sicurezza? Paura? Mancanza di persone che credessero in me e mi aiutassero a superare tutti quei limiti e condizionamenti che la mia storia mi aveva impregnato? Forse tutto insieme o forse semplicemente perchè non era il momento giusto. Forse perchè per fare grandi progetti ci vuole grande conoscenza e non solo specifica. Nella vita ho maturato la convinzione che sia fondamentale essere poliedrici, essere in grado di modellarsi e ricrearsi. Piegarsi senza rompersi.
Insomma....è bello ritrovare certe cose, anche perchè nulla è a caso.
Ho persino ritrovato una splendida poesia d'amore. Diretta a me, tutta per me.
Il problema????
Non ho la più pallenda idea di chi me la abbia inviata. :-)



C'est la viè.
Ema

16 marzo 2013

Grazie Signore!

E' così che in giorno come questo si manifesta, per l'ennesima volta l'amore e la presenza del Signore.

Un' entrata improvvisa, alle 7 di sera, dalla porticina.
- Zia, Zia è scappato Kriss.-
- Come è scappato kriss? Dove? -
Guardo Sofi sul divano, mentre tranquilla gioca con l'Ipad. Vede il mio sguardo guasto e ansimante e preoccupata afferma : "Non sono stata io, l'ho chiuso il cancellino" - poi urlando - "Bettaaa sei stata tu?? E' scappato Kris." - Betta non risponde, è nella sua camera ed è troppo intenta. Si e no sente.
-Non dare la colpa a lei. Avevo controllato , il cancellino era chiuso.- dice Ambra.
-Adesso mi vesto e vengo a cercarlo. Vengo in bici, così faccio prima.-
-Si perchè papà , poverino , ha preso il furgone e sai com'è.- Ha fatto il menisco da una settimana e sicuramente guidare non gli fa bene.
Intanto Sofi inizia a piangere ed insiste per venire con me -No non vieni. Stai tranquila, vedrai che lo troviamo, non ti preoccupare. Inoltre vado in bici e se vieni è peggio- Le dico abbracciandola e carcando di consolarla. Poi cerco le scarpe che chiaramente sono in giro ed esco.
Un freddo biricchino, Ambra è a piedi con la tata, io prendo la bici di Gio e parto. Porca paletta è sempre sgonfia. Nel viottolo vedo Albert con il furgone che sta venendo verso di noi.
-Allora? L'hai trovato?-
-No.-
-Santo cielo chissà dov'è andato. Il ginocchio?-
-No, non fa male.-
-Se buonanotte! Vai a casa che altrimenti te lo infiammi ed è peggio.-
-Vado, ci vediamo dopo- gli dico.
Iniziando a pedalare mi dirigo nella parte opposta dove, a piedi, si stanno dirigendo Lucy ed Ambra. Ho girato tutte le strade che di solito percorriamo quando passeggiamo; ho chiesto a passanti; ho fatto il giro del quartiere, ma nulla. Dopo una mezz'oretta sono tornata a casa da Albert, sperando che fosse arrivato, niente, non c'era. Avendo le mani ghiacciate decisi di prendere la macchina, magari andando più lontano... chissà.
Girai un'altra mezz'oretta ma non lo trovai. Cercavo di sentire se c'erano cani che abbaiavano; guardavo nei fossi; fischiavo, lo chiamavo...ma niente. Alla fine tornai a casa, ormai erano le 20.30 e le bimbe sicuramente mi aspettavano. Misi giù la macchina e andai subito da loro, anche perchè dovevo fare la puntura per la flebite ad Albert.
Nulla Kriss non era tornato.
Quando entrai la tata Lucy stava per andare a casa e Vanessa si stava preparando per andarlo a cercare. Si vestì, prese guanti e torcia e uscì. Le dicemmo dove eravamo andati ma lei non sentì.
Albert intanto, stanco perchè era stato in piedi per tre ore, si andò a sdraiare. Presi l'occorrente e mentre gli feci la puntura ci soffermammo a fare considerazioni in merito a dove, potesse o non potesse essere scappato. Chissà chi aveva lasciato il cancellino aperto; bisogna assolutamente bloccarlo, anche se non credo si possano risolvere certi problemi. Ovvio per Kriss diventa più difficile scappare ma se qualcuno vuole entrare ci mette un attimo a scavalcare, ma almeno lui non scappa.
Dopo venni a casa ed appena entrai vidi Sofi che piangeva come un'acquila, era disperata. Dopo due secondi Gio sbottò e gli urlò dietro senza motivo e si giustificò dicendo che era da un'ora che piangeva. Una giustificazione idiota. Arrabbiarsi con una bimba di dieci anni che piange perchè non si trova più un cane a cui è molto affezzionata ci vuole proprio una dose notevole di insensibilità. Infatti mi arrabbiai e gli dissi di tacere, non tollero certi comportamenti.
Così Sofi piangeva e Betta che mi era saltata al collo arrabbiata perchè ero stata via tanto tempo e non avevo mangiato con loro. Cercai di spiegarle che lo avevo fatto per Kriss, ma non le interessava. E' di una testardaggine unica e quado s'mpunta non c'è nulla, o quasi, che la fa ragionare.
Sofi, intanto, era scappata in bagno così andai da lei e cercai di tranquillizzarla e di farla rasserenare. Ci mise un pò ma alla fine ci riuscì. Intanto erano già le nove, Betta era andata su a vedere i cartoni, Sofi la raggiunse ed io mi misi a mangiare qualcosa. Non avevo molta fame, però mangiai qualcosina, per fortuna Gio mi preparò un bel pò di verdura. Così tra pane nero e verdura ero a posto.
Passata mezz'oretta andai su, spensi la tv e le misi a letto. Betta era felice per la tv, Papà l'aveva comprata il giorno prima ma lei non l'aveva ancora vista e nemmeno io ad essere sincera, era tanto che la desiderava. Tra la fecità per quello e per il fatto di avere Ronni che dormiva nel suo letto, si addormentò senza fatica.
Con Sofi fù sempre più difficile. Si sa che più i figli sono grandi, più necessitano di informazioni e spiegazioni esaustive e coerenti. Era ancora preoccuopatissima e soffriva all'idea che potesse assere successo qualcosa di brutto a Kriss.
-Hai mandato un messaggio alla zia? Le hai chiesto se è tornato? E se qualcuno l'ha preso?- Mi disse con i lacrimoni agli occhi.
-No , adesso glielo mando, ma stai tranquilla, vedrai che torna. Quando Rolf e Siria scappavano a volte stavano via anche tre o quattro giorni, ma poi tornavano; i cani sono così. Ora dormi che domani hai scuola. -Poi dandole un bacio la salutai. Ci mise un pò ad addormentarsi, come sempre e nella notte si svegliò due volte, ma poi fortunatamente si riaddormentò.
Mandai un messaggio a mia sorella che mi comunicò che non l'avevano trovato. Ero molto, ma molto preoccupata anche io. Amo i cani, amo gli animali in generale ma se dovesse succedere qualcosa ai miei gatti ed a Kriss ci starei malissimo. Nonostante non sia nostro , fa parte della famiglia e faccio fatica ad immaginare di non vederlo. Pensare di non avere più quel somaro che mi corre incontro scodinzolando, saltandomi addosso eppena mi vede, mi rattrista molto, anzi mi fa male. Pregai tanto per lui la notte e stamattina appena sveglia mandai un messaggio a mia sorella, che dopo avermi detto che non l'avevano trovato, le scrissi  che se voleva la aiutavo a carcarlo e che se fossi stata in lei sarei andata dai carabbinieri e all'empa. Non mi rispose. Conosco mia sorella ed immaginavo fosse arrabbiata, si arrabbia sempre, anche quando non serve, ma non m'interessava, l'importante era Kriss.
Dopo aver portato le bimbe a scuola Giò venne a casa e mi disse che andava a cercare Kriss. Disquisimmo un pò su come e chi potesse aver lasciato il cancellino aperto e quando esordì dicendo che poteva essere stato anche lui, non ci credevo, mi sembrava un incubo. Ebbi la sensazione di una pugnalata allo stomaco e lo esortai a tecere ed andare via. Non tollero certe cose. Ci hanno detto miliardi di volte di stare attenti con il cancellino. Le bimbe hanno imparato ma lui? Lui pur essendo un adulto si dimentica. No , non lo accetto. Questo è una mancanza di rispetto impressionante. Non puoi tu, adulto, dimenticarti spalancato un cancellino quando sai che di là c'è un cane che potrebbe scappare e quando sai che potrebbe scoppiare una bomba atomica, senza considerare il peggio. Va bè lasciamo perdere, meglio evitare.
Quando uscì andai su a stendere e mentre stendevo pregavo. Pregavo per Kriss, perchè stesse bene e perchè tornasse a casa. Avevo quasi finito quando suonò il telefono, era mio padre. Conoscendomi non mi disse tanto.
-L'hanno trovato, tranquilla, era all'E.m.p.a e sta bene.-
- Grazie, grazie Signore grazie.-
Lo salutai ringraziandolo per la comunicazione e caddi a terra, in ginocchio. Scoppiai a piangere, con un pianto incontrollabile e ripetevo in continuazione
- Grazie Signore.-
Ero felicissima , non solo per Kriss ma anche perchè quella era l'ennesima prova che il Signore ci ama, mi ama. Era evidente. Sarei voluta andare subito di là ma mentre stavo per uscire arrivò Giò che mi disse che c'era una brutta aria, che era meglio aspettare, così sono qua che scrivo cercando di scaricare tutte le emozioni , positive e negative di questa vicenda.
Immagino quando lo diremo a Sofi e Betta. Saranno felicissime. Sofi questa mattina la prima cosa che mi ha detto è stata: " l'hanno trovato Kriss?" Quando le dissi che non lo sapevo andò fuori senza neppure fare colazione e venne dentro solo per prendere lo zaino.
Alle dieci non resistii e mandai un messaggio a Vanessa e le chiesi se potevo andare a salutare Kriss. Per fortuna mi disse che potevo , che erano fuori, così andai. Fù bellissimo. Appena mi vide mi saltò addosso e mi riempì di baci e di sleccate. Amo gli animali e non riuscirei a vivere troppo senza, almeno uno, di loro. Gli feci un pò di coccole poi tornai a casa a finire i miei lavori.
Non vedevo l'ora che arrivasse mezzogiorno per vedere le bimbe. Quando finalmente le andai a prendere e glielo dissi, furono felicissime e non vedevano l'ora di andare a salutarla ed abbracciarla e così fu.
Questo è ciò che accade quando ami gli animali. GRAZIE SIGNORE!!!




 

8 marzo 2013

Tro fuori, leggo e mi perdo.

Va bene, avevo tirato fuori tutto, no, non tutto, una parte.
Sono scesa convinta. Ok non pianto ma scrivo, riprendo in mano il passato e lo porto al presente.
Cavolo sempre la stessa identica storia. Lo prendo, inizio a leggere e poi...no.
Credo che la soluzione giusta sia scrivere senza leggere. Così, almeno lo trascrivo, poi tuto troverà un filo. Ma non posso farlo qua, questo è ovvio.
Lo farò!
Con lo sguardo nel passato mi fermo, anche se emozioni e finestre mi piacciono perchè mi ricordano quanto sono cresciuta e cambiata e quanto la vita mi ha premiato. Soprattutto oggi, mi serve, ne ho bisogno per non commettere gli stessi errori.
Potevo piantare il prezzemolo, forse avrei fatto meglio. Avrei scelto la vita, l'energia ma qualcosa mi ha trattenuto. Lo volevo fare con qualcuno ma ero sola, erano tutti impegnati. Probabile che sia per questo che le mie energia sono rientrate in me ed in ciò che è stato.
In questa giornata in cui la partenza adrenalinica mi ha riempito il cuore donandomi lacrime di gioia inaspettata, sono finita qua. Grazie ad un'amica che ha accolto la mia richiesta ho ritrovato l'equilibro e la lucidità , che ora si è trasformata in relax. Era tanta la carica adrenalica che l'emozione che ho provato è stata quella del postumo di un lungo e piacevole amplesso d'amore.
Non so, se avevo mai avuto l'onore, di provare un'emozione così intensa in una situazione esterna al sesso, comunque è stato bellissimo.
grazie

2 marzo 2013

Repressioni e Trattenimenti

Perchè ci si trettiene?

Spesso per paura, timore di sbagliare, così ci si ritrova in situazioni dove il l' ego parla ma non si esprime. Questo fa arrabbiare e dopo ci si ripete :" Che coglione/a. Vedi, era meglio parlare, era meglio buttarsi. Ci sono grandi storici e letterati che hanno convenuto che è meglio buttarsi che rimpiangere di averlo fatto. " Ecco a livello razionale, col senno di poi, siamo tutti bravissimi. Invece sul momento il blocco ci assale e perdiamo l'attimo, quel famoso attimo di cui tanto si parla.
E poi ci si ritrova a rimuginare ed a pensare a quello che avremmo detto, fatto...pensieri, parole...invece bisogna fare, agire e farlo ora.

Molte volte queste persone si portano dietro storie difficili, con rifiuti ed umiliazioni che le hanno segnate. Involontariamente, anche perchè sensazioni ed emozioni simili, che di solito nascono quando si è infanti, non sono piacevoli. Producono una bassa autostima ed un senso di incapacità che si può manifestare con aggressività o con chiusura.
In altri casi si parla di carattere, di propensione naturale. Ci sono persone timide, quelle persone che arrossiscono per un bacio o per il solo pensiero. Quelle persone, dolci, carine che si nascondono, preferiscono l'ombra al sole diretto. Non amano calcare le scene, perchè sarebbe troppo, troppo imbarazzante. Mentre è proprio quello che dovrebbero fare.

Ma tutto nella vita cambia, se lo si vuole. Per questo bisogna lavorare, impegnarsi nel migliorare aspetti che creano, non solo blocchi mentali, inutili, ma che limitano, inesorabilmente la nostra vita e quella delle persone che ci amano e ci circondano.
Bisogna imboccare la strada della ricerca, della consapevolezza e della risoluzione. Si perchè ad ogni problema c'è risoluzione, bisogna solo avere la voglia e la pazienza di trovarla.
I problema sono diversi, di varia natura. In effetti non hanno "mai" fine, forse. Non amo quella interlocuzione, ma in questo caso, credo che possa avere un senso. Probabilmente gli asceti, gli illuminati, non li avranno , ma non credo.
Quando si affronta un problema a volte si sbaglia, ma fermarsi, arrendersi o ancor perggio voltargli le spalle è molto peggio. La negazione del problema nella maggior parte dei casi porta all'aggravarsi dello stesso.

IDEE - Riflessioni di risoluzione :

Timidezza e repressione : Corsi teatrali; Corsi di Ballo; Pallavolo. Insomma qualsiasi cosa che ti obblighi a "buttarti" , ad esprimere ciò che si è, tralasciando il personale. Qualcosa che ti insegni, praticamente come fare, senza paura. trovando sodisfazioni personali ed esterne che portano ad aumentare sempre di più l'autostima personale.
Sì perchè in molti casi questi comportamenti sono dettati da una scarsa autostima. 

Perchè le donne tendenzialmente sono abituate a trattenersi?

Capita spesso che le donne non fanno la pipì. Vi siete mai chiesti il motivo?
Io si .
Da un pensiero istintivo è nata una riflessione e come spesso accade l'istinto erra di rado.
Le donne si dimenticano? NI. Certo hanno tantissimi pensieri, sono sempre di fretta, nella maggior parte dei casi fanno tre cose insieme, ma dietro a questa dimenticanza credo ci sia qualcosa di più profondo, atavico. Sono conservatrici e riservate.
Nella storia le donne sono sempre state abituate a trattenersi, a non esprimere il loro essere perchè altrimenti venivano uccise, picchiate, rinchiuse o coperte e celate , come accade tutt'ora nel mondo islamico.
Noi siamo il frutto della storia, il prodotto di ciò che ci ha preceduto e che tramite il dna e molto altro ci è stato tramandato.
Ogni nostro comportamento ed in molti casi anche emozioni è una copia modificata di ciò che abbiamo vissuto nel nostro abitat. Dove abbiamo respirato ed annusato storie e silenzi che parlavano di sguardi profondi, segnati dall'abnegazione del sè e dalla repressione voluta o imposta.
Certo, la donna negli anni si è ribellata a queste sottomissioni e sopprusi, ci sono state rivoluzioni; qualcosa è cambiato nel mondo occidentale ma se guardiamo nei paesi sottosviluppati ci sono ancora grossi problemi, pensiamo all'infibulazione.
L'emancipazione femminile si è trascinata dietro tutte una serie di problematiche sociali, che tutt'oggi ci affliggono. Per entrare nel mondo del lavoro e nella civiltà la donna ha dovuto TRATTENERSI, reprimere se stessa e mascolinizzarsi. Come nella giungla, un giovane leoncino appena svezzato e buttato in mezzo ai leoni maturi, deve lottare per la leonessa, deve armarsi di tutta l'intelligenza e l'astuzia a sua dispozione per non essere isolato o ucciso. I vecchi sanno del suo vigore e della sua freschezza quindi non possono fare altro che usare il loro potere. Ma il giovane leone , arguto, studia, usa le sue armi e la vince. Deve però crescere ed imparare a ragionare come loro per non soccombere.
Così ha fatto la donna e chi ha subito questa "evoluzione"?
I nostri figli. Lasciati allo sbando. Con padri impegnati, lavoratori sempre assenti e con madri in competizione con loro. Snaturrizate per trovare ciò che non sono, per lottare in una guerra ingiusta. Ma la guerra è un male. La guerra produce solo dolore e sofferenza e bambini che crescono senza genitori non potranno crescere felici e sereni.
Ma lo spirito di sopravvivenza salva ed aiuta tutti...se lo si accetta.

http://www.atlantidezine.it/wordpress/wp-content/uploads/2012/01/Pandora.jpg


Un uomo non può star bene davvero se non approva se stesso.
MARK TWAIN