Ci si sveglia di mattina, all'alba e non ci si riaddormenta più. Partono i pensieri e le programmazzioni giornalire. Iniziamo a riflettere su quanto fatto e sul come è stato fatto. Il classico esame di coscienza. Un confronto autocritico con se stessi per vedere se veramente è andata bene o no.
Certo poteva andare meglio. Persone estremamente auocritiche ed esigenti come me, di solito, non sono mai soddisfatte del tutto. E' anche per questo che non sempre ci sono giorni in cui puoi dire: " Ah , che soddisfazione. " Soprattutto ora che non lavori.
Prima quando lavoravo di soddisfazioni personali ne avevo molte. Facevo bene il mio lavoro, vedevo i frutti e mi veniva riconosciuto ciò. Anche perchè certe aspetti, soprattutto se economici e fondamentali in un'azienda, non possono essere negati.
Fatto sta che ora, già da un pò, il lavoro, quel lavoro manca. Non mi sono fermata. Chi si ferma è perduto ed io NON POSSO FERMARMI.
In un modo o in'altro mi sono sempre mossa, facendo saltellare il cervello nella speranza di ritrovare un ordine che producesse effettivamente qualcosa di utile e di perfettamente confacente con ME STESSA.
Dopo vari progetti, varie visioni , reali, forse utopiche in passato, ora ho trovato la via giusta. Un vero inizio che mi permetta di creare un futuro.
Le perplessita e le paure rimangono tante.
In giorni come questi, dove il fururo è ancora più incerto di prima. In giorni in cui la parola "stabilità" non esiste e non ha senso, bisogna continuare a cercarla. Bisogna almeno cercare di rendere produttiva questa FLESSIBILITA' che ci contraddistingue e volente o nolente accompagna i nostri giorni. Dobbiamo modellare come creta il nostro presente con uno sguardo concreto al futuro. Almeno dobbiamo provarci. I nostri figli ci guardano ed hanno bisogno di vedere FARE, hanno bisogno di vedere e SAPERE che i genitori fanno qualcosa; costruiscono qualcosa. Non possono e non devono respirare un senso d'instabilità dilagante. Noi genitori siamo un modello ed in un modo o in un'altro dobbiamo trasmettergli soddisfazioni, aspirazioni e concretezza. La fiducia nel futuro , nelle proprie possibilità e la consapevolezza dell'amore. Santo cielo che paroloni per un bimbo .... infatti il problema sono le parole. Quanto importanti ed intrise di significato non vengono ascoltate. Possono solo essere assorbite e quale modo migliore del viverle e respirarle dai genitori?
Non è poco, me ne rendo conto.Sia per questo che fare il genitore è la cosa più difficile ed ardua che ci sia?

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